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Con la fecondazione eterologa soffrono i genitori e i figli e vincono il mercato e l'eugenetica
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Fecondazione artificiale: contro la legge naturale

Legge 40: da un fallimento la spinta volare alto

Carlo Principe*

Non mi pento di aver contribuito (con stand, manifesti, broschure e articoli di stampa) alla sconfitta inferta ai radicali in occasione del referendum contro la legge 40. Ma ora, a 10 anni di applicazione di quella legge che regola ciò che l’antilingua chiama “Procreazione Medicalmente Assistita” (PMA), ma che per me è solo fecondazione artificiale (FA), è tempo di tirare le somme.

Analizzando i dati delle relazioni annuale del Ministro della Salute nel periodo 2005-2011 e  in particolare l’andamento del numero dei bimbi nati (meglio: “prodotti”), degli embrioni distrutti e della percentuale di coppie soddisfatte col bimbo in braccio, emergono due aspetti inquietanti. Da un lato, il crudele inganno di cui sono vittime le coppie che, nella speranza di evere un figlio, si accostano alle tecniche di FA: un incredibile 84% di esse, infatti, resterà delusa. Dall’altro, la distruzione di un numero enorme di embrioni, ben 85.428 nel 2011.

E’ evidente che solo in vista di una restrizione delle pratiche di FA si sarebbe potuto giustificare la difesa di una norma comunque ingiusta come la legge 40, ma così non è stato.

Anzi, malgrado i suoi “paletti”, essa non solo non è riuscita a limitare il ricorso alla fecondazione artificiale ma, al contrario, l’ha favorita. E’, infatti, aumentato di oltre il 58,1% rispetto al 2005 il numero di coppie che si è accostato ad essa, ben 73.570 nel 2011, col tragico corollario del notevole aumento, ben 60%, degli embrioni distrutti.

 Ignorata dal ministro, questa strage di esseri umani rende tragicamente grottesca e ipocrita l’affermazione della tutela dei diritti “compreso il concepito”(art 1, l.40).

Una eterogenesi dei fini, dunque, della legge 40 dovuta, a mio avviso, a due motivi. Il primo è l’aumentata facilità di accesso ai sempre più numerosi (+12% in 10 anni) ed economici centri pubblici o convenzionati che eseguono la FA; il secondo è legato alla accresciuta percezione di legittimità morale della FA dopo che una legge di Stato l’ha resa legale.

Insomma, la legge 40 si è rivelata un fallimento e un pro-life non la può più difendere.

L’espansione senza freni del ricorso alla FA (sì al figlio, ad ogni costo) è un altro tassello che, in aggiunta all’allarmante quadro dell’aumento degli aborti delle minorenni e di quelli eugenetici (no al figlio, ad ogni costo), rende più chiaro l’abisso di schizofrenia morale in cui l’Italia sta precipitando.

Ma ora occorre reagire. Per quanto mi riguarda insisterò su due veri obiettivi che il pro-life deve perseguire. Del resto, sono suggeriti da Madre Teresa di Calcutta.

1)  Cancellare la legge 194, e già questo farebbe scomparire il 32% (studio Guis e Cavanna) dei 110 mila aborti annuali che diventerebbero, ancorché clandestini, circa 75 mila, ma che potrebbero ridursi con l’adozione alla nascita perché i bambini, altrimenti abortiti, troverebbero una famiglia nelle coppie sterili (pressoché di pari numero: 73,6 mila) che ora, con poca speranza e tanta sofferenza, si rivolgono ai centri per la FA.

2) Cancellare anche la legge 40 dopo aver facilitato l’accesso alle adozioni delle coppie sterili.

E’ chiaro che per favorire l’abbandono del bimbo alla nascita da parte della gestante quale alternativa all’aborto, occorre promuovere una azione culturale per farle accettare, cosa non sempre facile, almeno la gravidanza. L’impegno per il mondo pro-life è grande, ma la posta in gioco è altissima: la vita di quasi 200 mila bambini l’anno e la felicità di tutte le coppie sterili, non solo di un esiguo 16%.

 So che la proposta sarà giudicata utopistica da quei pro-life che, svilendo la loro stessa esistenza, preferiscono volare basso puntando, con poco entusiasmo, su azioni di dubbia utilità. I credenti, invece, convinti che a Dio nulla è impossibile, riconoscono che il pro-life non può ripiegare, rassegnato, su obiettivi “fattibili” come fanno i politici, ma su quelli giusti ancorché ambiziosi.

 

*Presidente del Centro di Aiuto alla Vita di Benevento

 

 

La legge 40 aggiornata bal 2014.pdf
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